2016年9月6日星期二
Le Prove di Giorgione: A. Lange & Söhne Datograph Up/Down.
Ci ho messo un poco a capire cosa mi affascinasse. Il segreto sono gli invisibili fili che dalla Gran Data (anch’essa ingrandita rispetto a vecchio modello) trattengono i contatori cronografici: davvero troppo belli per non crearmi emozione. Poi quel volo che sono gli impalpabili fili che, dal fulcro del quadrante, disegnano delle leggerissime sfere. L’incanto di quel triangolino che si muove ricordandoci per quante tempo ci potrà ancora ricordare che ore sono.
Inutile usare mezze parole o cercare di restare indifferenti: questo Datograph, se ti colpisce, ti colpisce duro, al cuore. Bastano poche ore al polso par capire come sia ben rifinito, come si accomodi bene sul polso. E’ un attimo emozionarsi premendo i tasti dei bottoni cronografici: una precisione di innesto ed una morbidezza che non ricordo di aver mai sentito su altri.
E poi lo giri. Anzi sei costretto a girarlo più volte in un giorno. Si perché quello che si nasconde agli occhi durante la giornata (per fortuna reso visibile da un grande vetro zaffiro) è un meccanismo cosi ben rifinito da fare perdere la testa. Ne ho visti tanti ma, credetemi, questo è davvero da standing ovation.
Devo continuare signor Walter: me lo impone il fatto che devo parlarvi di questi giorni con l’orologio al polso. Vi avevo promesso che avrei detto quello che pensavo di questo orologio in maniera schietta e oggettiva. Ma non riesco: mi accorgo però di essere troppo invaghito di questo orologio per farlo.
Vorrei farle presente dei difetti Walter: in modo da aiutarvi a renderlo ancora più bello. Ma non ne trovo. All’inizio pensavo che la mancanza del II, VI e X sul quadrante (cosi caratterizzanti del vecchio Datograph) erano un difetto: invece rendono il quadrante ancora più equilibrato.vedere di piu svizzera rolex e Tag Heuer Mikrogirder
订阅:
博文评论 (Atom)
没有评论:
发表评论